EDITORIALE DELLA FONDAZIONE
Il Lazio è una terra che custodisce più capitali di quante se ne immaginino. Tutti pensano a Roma, la città eterna, cuore pulsante della storia e della fede, ma basta allontanarsi di pochi chilometri per scoprire un mosaico di luoghi che hanno segnato la cultura europea. Da Cassino, dove nacque il monachesimo di San Benedetto, a Greccio, dove San Francesco creò il primo presepe, fino a Bolsena, teatro del miracolo eucaristico che diede origine alla festa del Corpus Domini. E ancora Viterbo, sede del primo lungo conclave della Chiesa, e Sutri, dove affondano le radici dello Stato pontificio. Piccole città, ma con un peso enorme nella storia del mondo.
Un patrimonio diffuso e spesso dimenticato
Le cinque province del Lazio – Roma, Viterbo, Rieti, Latina e Frosinone – compongono una mappa ricchissima di tesori culturali, spirituali e naturali. Eppure, troppo spesso restano nell’ombra della Capitale. Dopo la pandemia, però, qualcosa si è mosso. I dati più recenti di Lazio Statistica mostrano che nel 2023 gli arrivi turistici hanno superato gli 11,3 milioni, con una crescita costante in ogni provincia. Segno che il fascino del territorio sta tornando a farsi sentire, spingendo i visitatori a cercare esperienze autentiche lontano dai circuiti più affollati.
Numeri che raccontano una rinascita
Secondo l’Istat, nel 2023 le presenze in tutte le province laziali sono aumentate rispetto all’anno precedente. Frosinone è passata da 301.814 a 366.607 arrivi, Latina da 430.821 a 475.281, Rieti da 54.804 a 57.171 e Viterbo da 312.568 a 348.526. Roma resta la regina incontrastata, con oltre 10 milioni di arrivi, ma il dato più interessante è un altro: cresce la curiosità verso i centri minori e le mete che raccontano un’Italia più intima e autentica.
Le sorprese del turismo “fuori rotta”
Le tabelle ufficiali rivelano dati curiosi: non sempre i luoghi più noti per gli eventi storici sono quelli più visitati. Nella provincia di Viterbo, ad esempio, la stessa Viterbo ha registrato 72.494 arrivi, seguita da Tarquinia e Bolsena, mentre la storica Sutri ha accolto appena 5.671 visitatori. Nel Reatino, Greccio, patria del presepe francescano, ha contato solo 180 curiosi, superata da Magliano Sabina e dal capoluogo. Nel Frusinate, il benessere termale di Fiuggi ha attratto molti più turisti rispetto alla medievale Anagni. E nel Pontino vincono, prevedibilmente, le località costiere: Gaeta, Sperlonga e Sabaudia restano le regine dell’estate.
Oltre i confini, una regione che parla al mondo
Un altro dato interessante riguarda l’origine dei visitatori: nel 2023 la maggioranza sono stati italiani (oltre 4,2 milioni), ma il Lazio è riuscito a conquistare anche turisti internazionali. Colpisce soprattutto la crescita dei visitatori extraeuropei, che hanno raggiunto quota 4 milioni, superando persino i turisti provenienti dai Paesi dell’Unione europea. Un segnale che conferma come il Lazio stia diventando sempre più attrattivo anche per i viaggiatori d’oltreoceano, alla ricerca di percorsi culturali e spirituali alternativi alla classica “Roma experience”.
Roma, la calamita eterna
È inevitabile: Roma domina, e lo fa con naturalezza. È la città più conosciuta al mondo, cuore del cristianesimo, patria del Barocco e scenario vivente di duemila anni di storia. Nel 2024 ha registrato 51,4 milioni di presenze e 22,2 milioni di arrivi, con un impatto economico di oltre 3,6 miliardi di euro. Il Colosseo, con i suoi 14,7 milioni di visitatori, resta il sito più amato d’Italia. Ma proprio questa grandezza rischia di oscurare il resto della regione. Eppure, il Lazio non è solo Roma: è un libro di pietra che si apre in ogni provincia, un invito a viaggiare tra i luoghi che hanno fatto la storia e che oggi attendono solo di essere riscoperti.
Il Lazio segreto, un viaggio da riscrivere
C’è una bellezza che non si misura in numeri, ma in emozioni. È quella dei borghi che conservano la memoria del tempo, delle abbazie che raccontano la fede, delle piazze che parlano ancora latino. È un patrimonio che chiede solo di essere guardato con occhi nuovi, con la curiosità di chi sa che ogni pietra può rivelare un pezzo di noi. Forse Roma è l’inizio di tutto, ma il Lazio – quello vero, diffuso e sorprendente – è la storia che continua.
10 Novembre 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

Direttore responsabile Luigi Canali
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
Fondazione terzo settore
C.F. 92088700601
segreteria@
IBAN:
IT18I0529714801CC1030072196
BIC: BPFRIT3FXXX
editoriale in collaborazione con
Centro studi su innovazione,
comunicazione ed etica.
meno carta più ambiente, una scelta sostenibile
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
Fondazione terzo settore
C.F. 92088700601
segreteria@fondazionepremioantoniobiondi.it
Fondazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore - RUNTS Lazio
Privacy & Cookie Policy
© Fondazione Premio Antonio Biondi. Tutti i diritti sono riservati.
Credit grippiassociati ICT Creative