EDITORIALE DELLA FONDAZIONE

J.R.R. Tolkien. Uomo, Professore, Autore

La mostra, si è conclusa l’11 febbraio alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea a Roma

J.R.R. Tolkien. Uomo, Professore, Autore

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Il 15 novembre 2023, a cinquant’anni dalla scomparsa e dalla prima edizione italiana de Lo Hobbit, a Roma è stata inaugurata la mostra su John Ronald Reuel Tolkien (Bloemfontein, Sud Africa, 3 gennaio 1892 - Bournemouth, Inghilterra, 2 settembre 1973), lo scrittore di fantasy che con la celebre epopea della Terra di Mezzo ha creato una nuova mitologia seguita da lettori di tutto il mondo.

La mostra, ideata e promossa dal ministero della Cultura in collaborazione con l’Università di Oxford, grazie a COR Creare Organizzare Realizzare con la curatela di Oronzo Cilli e la co-curatela e l’organizzazione di Alessandro Nicosia, e grazie anche alle istituzioni internazionali coinvolte, ovvero l’Archivio Apostolico Vaticano, la Bibliothèque Alpha dell’Università di Liegi, l’Università di Reading, l’Oratorio di San Filippo Neri di Birmingham, il Venerabile Collegio Inglese di Roma, la Tolkien Society, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, la Biblioteca civica di Biella, le case editrici Astrolabio-Ubaldini e Bompiani, il Greisinger Museum di Jenins e la Warner Bros. Discovery, era stata inaugurata dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, alla presenza del presidente del Senato, Ignazio La Russa, e della presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni.

L’esposizione, tra il 15 novembre 2023 e l’11 febbraio 2024, ha fatto registrare 80.226 visitatori, di cui 2.091 solo nell’ultima giornata.

«La mostra su Tolkien è stata uno straordinario successo di contenuti, sottolineato dalla grande partecipazione di pubblico, molti visitatori in più di quanti vanno alla Galleria Nazionale di Arte Moderna. Il dibattito che si è sviluppato intorno a questa mostra, anche da parte di chi ha inteso criticarla, è stato altresì positivo perché quando si discute attorno alla letteratura è sempre un bene.

Di Tolkien restano infatti alcuni valori: la solidarietà, l’amicizia, la difesa della natura e soprattutto la salvaguardia dell’umano, dell’individuo con la sua spiritualità che un certo nichilismo vorrebbe cancellare», ha commentato il ministro Sangiuliano.

La mostra ora proseguirà per Napoli (a Palazzo Reale, con gli spazi espositivi di recente rinnovati che offriranno nuove prospettive sulla vita e sulle opere dell’autore, dal 15 marzo al 30 giugno) e, a seguire, raggiungerà anche le città di Torino e Catania.

Oltre 150 opere tra foto, manoscritti autografi, lettere, filmati e ricostruzioni virtuali e opere d’arte a lui ispirate, alcune prime edizioni dei libri di Tolkien e in più fumetti, serie animate e giochi dedicati allo scrittore inglese, e la proiezione, in loop, della versione integrale della trilogia de Il Signore degli Anelli girata da Peter Jackson (non dimentichiamo che rimane la saga più premiata di sempre agli Oscar, con un totale di 30 candidature e 17 vittorie) e del film d’animazione di Ralph Bakshi (1978).

Se nelle precedenti esposizioni a Oxford (2018), a Parigi (2020) e a Milwaukee (2022), ci si è concentrati più sugli aspetti particolari delle opere letterarie, quella a Roma ha posto Tolkien al centro di tutto, come uomo, padre, amico, accademico, autore di studi e pubblicazioni ancora oggi fondamentali nello studio della letteratura in antico e medio inglese, e ancora come narratore e sub-creatore della Terra di Mezzo.

Ma è stato anche esposto tutto quello che è riuscito ad ispirare in altri campi, nell’arte, nella musica e nel mondo dei fumetti.

Il percorso espositivo tra manoscritti autografi, foto e opere d’arte ispirate al suo mondo fantastico ha fatto conoscere l’uomo che oltre ad essere il professore di Oxford è stato romanziere, linguista e filologo, e quanto la sua vita e la straordinaria conoscenza del mondo antico siano state alla base del suo processo creativo.
Particolare rilevanza è stata data al suo rapporto con l’Italia, con testimonianze del viaggio a Venezia e ad Assisi nel 1955 e dei tanti contatti, diretti e indiretti, con studiosi e intellettuali del nostro Paese: in una sua lettera scrive che era innamorato dell’italiano e che si sentiva “… alquanto sperduto senza la possibilità di provare a parlarlo”

Lo Hobbit, Il Silmarillion, la trilogia de Il Signore degli Anelli e tutti i suoi libri hanno acceso la fantasia in generazioni di lettori, e non dimentichiamo poi i videogiochi, i giochi di ruolo e i giochi da tavolo che per anni hanno infervorato e tuttora appassionano giovani e adulti.

“In un buco nel terreno viveva uno Hobbit”: così ha inizio la bellissima avventura di Bilbo Baggins che ha fatto conoscere la Terra di Mezzo e i suoi abitanti, a partire dagli Hobbit ai Nani, dagli Elfi agli Uomini, che rimane l’opera più famosa di Tolkien.

Ci sono state anche molte critiche sull’opera di Tolkien a livello di influenze politiche: in America, negli anni Sessanta, fu “adottata” dal movimento alternativo e pacifista (slogan di protesta come Frodo Lives o Galdalf for President); in Italia, verso la metà degli anni Settanta fu strumentalizzata da alcune frange della destra radicale (nacquero gruppi come La Compagnia dell’Anello, gruppo di musica alternativa legato al Movimento Sociale Italiano, e gli Hobbit, gruppo musicale di Perugia legato all’estrema destra, e poi ci furono i Campi Hobbit, raduni organizzati dai giovani di destra) ma anche la sinistra per un periodo si appassionò all’opera di Tolkien (durante una Festa della Libertà a Piazza San Giovanni a Roma personalmente mi trovai in uno stand che aveva tutto su Il Signore degli Anelli).

Ma per quanto in Italia non si fosse vista la sovrapposizione tra mondo tolkieniano e cultura psichedelica come era invece accaduto in Inghilterra e negli Stati Uniti, molte culture alternative antiautoritarie e anarchiche ne ripresero l’immaginario, come nel caso degli ecovillaggi radicali degli “Elfi di Granburrone”, nei boschi pistoiesi.

Chi non ha potuto vedere la mostra può approfittare di una “passeggiata” a Napoli, in primavera, e tra una pizza e una sfogliatella godersi l’incredibile mondo di un uomo che ha cambiato la letteratura fantasy.

Maria Teresa Protto

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Maria Teresa Protto, di Roma, ha iniziato a lavorare giovanissima presso un quotidiano politico come correttore di bozze, lavoro che ha portato avanti nel tempo alternando le sue collaborazioni sia con privati sia con riviste e pubblicazioni periodiche.
Ha scritto articoli per riviste online come Meer e Formiche, ed attualmente lavora come freelancer.


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Febbraio 2024 © Maria Teresa Protto

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